DGM

8 07 2009

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8 07 2009

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ROBERTONE – CHIAVARI (GE)-

3 04 2009

porettiVia Pian dei Ratti 62 , 16040 Orero (GE)  Tel.3385047502

Robertone: praticamente come sparare sulla Croce Rossa. Si trova in un posto un po’ scomodo da raggiungere. Quando  entri trovi un locale spartano ma accogliente, trenta/quaranta posti, panche e tavoli in legno con tovagliette di carta.
Se ti chiedi perchè “Robertone”, appena lo vedi realizzi la risposta: Robert-ONE è un cristiano 4XL! Ultimamente si lamenta della crisi, ma fisicamente resiste bene.
La cosa che che si percepisce subito nell’aria, oltre l’odore di pizza, è la cordialità. Forse la mia considerazione è drogata dalla naturale empatia verso il posto e la persona, ma questo locale mi piace proprio. 
Siamo in otto, ordiniamo e ci portano subito da bere: una bottiglia di cocacola e birra  “Poretti” da 50Cl: – quando si dice prodotto di nicchia- alla fine saranno otto.
 Cominciano ad arrivare le pizze sul tagliere, un pizza ogni quattro persone, a oltranza fino a quando non ci si arrende. Sono una persona coraggiosa, eroicamente ho resistito ad una farinata, una pizza bianca, una al pesto, una ai formaggi, una alla pancetta, una focaccia di Recco, una al prosciutto, una margherita, una salsiccia e in fine una alla nutella … che vi devo dire … io e Leonardo con la nutella dobbiamo bere il latte e Marco, lo storico cameriere, incredulo e scandalizzato ci accontenta. Caffè, amari, grappe e il conto: 14€ a testa !!!!
Locale da andarci in compagnia per passare una serata spensierata tra buoni amici, se numerosi non fa male prenotare.
P.S. Quando sono uscito sono andato dal proprietario, gli ho chiesto se mi vendeva una maglietta griffata “Robertone”: me ne ha regalata una nera rigorosamente 4XL: perfetta, purtroppo, mi sta a pennello.

Roberto Magini





ANTICA PIOLA – Brescia

28 03 2009

Antica Piola, Via F.lli Lechi 10, 25100 Brescia - Tel. 030.3776604

frati_luganaAvevo voglia di mangiare del buon pesce, questo ristorante ha una buona reputazione nel settore, prenoto e ci vado di mercoledì con mia moglie.
L’ambiente non è dei più ricercati, anzi, sinceramente, sembra che il locale sia un capiente bar. Non hanno messo particolare impegno a creare l’atmosfera. Una quarantina di posti, tavoli larghi ma, a secondo degli incastri, troppo vicini gli uni agli altri.
Ho avuto la sfortuna di essere incastonato tra una tavolata di sette allegre amiche e un’altra di veraci bresciani, il risultato è stato più o meno simile a mangiare al lato dell’autostrada con degli eccessi sonori che mi hanno fatto desiderare una forte otite.
Qui finiscono i lati negativi. Una volta seduti ci concentriamo sul menù, nell’attesa beviamo un buon Prosecco di cui non ricordo l’etichetta. Le proposte non sono per niente scontate, la fa da padrone il pesce, ma l’offerta riguarda anche la carne.
La carta dei vini va sul sicuro: bottiglie conosciute e di qualità. Ho preso un Lugana “I Frati” di Ca’ dei Frati  che ci ha accompagnato con soddisfazione durante tutto il pasto.
Cominciamo con un’ assaggio di antipasti: ottima l’insalata di gamberi, carciofi, mele e grana. Molto buono anche l’antipasto misto di pesce. Continuiamo con una carbonara di pesce e linguine allo scoglio: ottime anche queste. Un  fritto misto e dello spada alla griglia concludono degnamente il pasto.
Il servizio è stato premuroso e professionale. Le portate arrivano al momento giusto senza ne correre ne aspettare troppo. Grandi materie prime, buona la preparazione.
Il conto oramai i soliti 50€ a testa, che almeno in questo caso considero adeguati. Il locale non lo consiglio a chi cerca intimità.

Roberto Magini





AGEROLESE – Brescia

22 03 2009

agerolese22Chiamarla pizzeria e’ quantomeno limitativo, eppure l’AGEROLESE e’ per tutti i bresciani da sempre sinonimo di ottime fumanti pizze.

Ma molti non sanno che da qualche tempo, che non so definire con precisione, la gestione propone piatti di alto livello, soprattutto di pesce, da fare invidia a ristoranti stellati.

Questa recensione e’ la sintesi di ben 3 visite, nelle quali ho spaziato tra tutte le proposte ittiche che il mercato e/o la carta offrivano. Il risultato e’ stato sicuramente sorprendente, alla luce di quanto detto all’inizio, anche se alcuni dettagli già indicavano un salto dei qualità indiscutibile. innanzitutto la carta dei vini: equilibrata, di livello, sicuramente eterogenea per provenienza e fascia di prezzo.

 L’ultima volta ad esempio ho apprezzato un Saten di Monterossa piacevolissimo, ma anche precedentemente non ho mancato di assaggiare ciò che di meglio  Friuli e Campania possono mettere in campo nei bianchi.

E che dire delle bottiglie in bella mostra sugli scaffali? e le vetrine zeppe di distillati nella sala al piano inferiore? no, questa signori non e’ una semplice pizzeria!!

Dove trovi, ad esempio, l’olio Dop di Nember (chi sa, sa ….) su ogni tavolo?

e veniamo alla cucina che, come dicevo, è soprattutto di pesce.

Astici, aragoste, scampi, tartare di tonno, moleche (non sempre) e quanto di meglio il mare possa offrire sono sempre disponibili sia come crudità’ che come complemento di risotti, scialatelli, pasta lunga o corta, con porzioni di altri tempi, tanto che……. non siamo mai arrivati ai secondi!!

Sicuramente da consigliare, anche se non conosco l’aspetto pecuniario in quanto, noblesse oblige, sono sempre stato come ospite.

Bella fatica, direte voi, ma lo consiglio lo stesso.

Ad maiora.

Agerolese – Via Verginella 50 (zona stadio) Brescia – 030.204143 – chiuso il Lunedì

Diego Costantini





OFFICINA DEL MARE – S.Eufemia – Bs

6 03 2009

officinadelmare1Esperienza interessante quella di ieri sera, con alcuni vecchi amici, all’Officina del Mare di Sant’Eufemia (BS). 

Alcuni di noi c’erano già andati e gli altri erano molto curiosi data la novità del posto, un ristorante, con cucina a base di pesce, che non sa di polvere, cioè dove non vengono presentati i soliti piatti, catalana, spaghetti con astice fritto misto ecc….a prezzi astronomici.

Il proprietario, che ho avuto modo di conoscere, è un appassionato di vini (tra l’altro pure lui è sommelier) e buon conoscitore della realtà dello Champagne.

Chiunque conosca un po’ questo mondo sa che nello Champagne esiste, all’incirca, una decina di aziende storiche dalle quali deriva quasi il 90% della produzione totale di questo vino mentre i molti vignerons presenti nel territorio, fino a qualche anno fa, erano semplici conferitori di uve alle aziende produttrici.

Da qualche tempo, però, la situazione sta cambiando perché si sta verificando un fenomeno interessante consistente nella nascita di piccoli produttori, nella misura di qualche decina ogni anno, che invece di vendere le uve le vinificano in proprio dando luogo alla emersione di microrealtà rivelatrici di un mondo ricco di differenze sensoriali, che sfuggono all’appiattimento operato dalle grandi case, sempre alla ricerca della costanza qualitativa e sensoriale delle proprie cuvèe.

All’Officina del mare, per l’appunto, è possibile trovare alcune etichette poco conosciute, frutto della passione e della conoscenza del titolare.

La cucina è siciliana, quindi preparatevi a mangiare pesce “diverso”. Ottimi gli antipasti ed i primi, soprattutto la pasta con il neonato (non preoccupatevi si tratta sempre di pesce) e quella con le acciughe e la mollica, anche se avrei gradito porzioni un po’ più consistenti.

Il fritto misto, poi, è veramente leggero e “si scioglie in bocca” noi l’abbiamo accompagnato da uno champagne Pierre Moncuit (chardonnay 100%) di acidità elevata, accompagnata da una sensazione citrina che pervade tutta la bocca, ma perfetto con questo piatto.

Per quanto riguarda i vini (la mia vera passione) la serata è continuata con un Castellada bianco 2004 (avevamo chiesto il 2003, presente in carta, ma era finito) de La Castellada, azienda del Collio Goriziano, uvaggio di pinot grigio, sauvignon e chardonnay in percentuali variabili, che, francamente, mi è parso un po’ scarico rispetto ai ricordi di un precedente assaggio, seguito da un riesling del Rheingau (Germania), il Terra Montosa 2006 di Georg Breuer, che mi ha veramente emozionato, amo i riesling tedeschi ed, in particolare, i profumi di idrocarburi che sprigionano che tornano preponderanti in bocca………….questo è un vino che non può piacere poco, o piace molto o non piace affatto.

In conclusione un’ottima cassata (ho fatto il bis) accompagnata da un sempre ottimo passito di Salvatore Murana, buoni anche i biscottini serviti dal gestore a fine pasto, prezzo adeguato.

Assolutamente da provare per bresciani e non. 

 

OFFICINA DEL MARE   via Indipendenza 23/a Sant’Eufemia (BS) – 030.3367056

Diego Sburlino





Trastevere – ROMA -

27 02 2009

trastevereTrastevere è un quartiere di Roma che mi sono sempre ripromesso di visitare e questa volta ho deciso di passarci 2 o 3 sere per potermelo con calma “gustare”. I “Romani de Roma” mi dicono che è cambiato, che è diventato troppo turistico. Questo è vero come è vero per una buona parte dei locali tipici di Roma – Sora Lella nell’Isola Tiberina per dirne uno, locale che pur mantenendo una buona qualità del menù, adesso è più teso a soddisfare turisti che i locali, affermazione dimostrabile entrando a pranzo o a cena e notando il tipo di clientela.

Tornando a Trastevere devo ammettere che tre sere sono troppo poche, in questo breve periodo ho potuto solamente riprendermi dall’entusiasmo procuratomi da quel popò di locali. Tanti, ma davvero tanti. Questi coprono degnamente dall’aperitivo al fine serata. Quindi questa volta non parlerò di un  locale specificatamente ma di diverse esperienze. Nonostante il grande numero di attività queste hanno saputo differenziarsi tra di loro in piccole ma significative sfumature, in proposte coraggiosamente diverse, vedi “Rivendita libri cioccolata e vino” in Vicolo del Cinque 11/A, dove si può mangiare dell’ottima  cioccalata, trovare lo Zacapa, e potersi fare un 69 o una botta e via … calmatevi: è roba da mangiare.

 Per l’aperitivo basta farsi attirare dalle vetrine: c’è una vasta proposta che va dal calice in mano e due patatine al tavolino con ricchissimo buffet.
Per il mangiare ne ho provati solo tre: “Cacio e Pepe” ristorante semplice, personale efficiente e schietto, se si entra in confidenza ti riservano un servizio quasi familiare, da provare la pasta alla Gricia e i carciofi alla giudia. Nel rispetto delle origini del proprietari offrono anche piatti Lucani. Da evitare ASSULUTAMENTE il vino della casa. Per il resto tutto quello che ho mangiato mi è piaciuto. Prezzo 20-25€ pasto completo. Il Ciak, altro piccolo, ristorante dove il proprietario ha un passatto di attore a Cinecittà, gli piace raccontare aneddoti sul suo passato (chissà quante volte l’ha raccontati), specialità toscane dove impera la carne e la selvaggina, meno economico di “cacio e pepe” ma altrettanto piacevole. Il terzo lo salto in quanto ho mangiato normalmente senza infamia e senza lode .
Il fine serata lo si trascorrere in uno dei tantissimi locali dove è facile divertirsi e fare nuove amicizie.

Devo dire che la mia è stata una “ricognizione” superficiale vista la quantità della proposte e mi riprometto di tornarci per approfondire queste mie considerazioni.

Mi piacerebbe che zone come queste nascessero anche in altre città: basterebbe prendere un quartiere che ha bisogno di essere riqualificato, fornirgli la necessaria sicurezza e dare libero sfogo alle voglie imprenditoriali di giovani e meno giovani coraggiosi. E’ questione di tempo e di numeri (di locali), il successo a mio parere è inevitabile.

Roberto Magini





NUOVA SANTA LUCIA – Brescia

17 02 2009

 

la-fonte1Via Dello Stadio, 27  - 25133 Brescia (BS) –  030 2004185

Varie vicissitudini che tralascio mi conducono, in compagnia di mia moglie, in questa pizzeria cittadina, posta proprio di fronte allo stadio Rigamonti. Non ho prenotato ed essendo sabato mi aspetto di non trovare posto, cosa che puntualmente accade.

Decido di aspettare, convinto anche dalla solerzia del proprietario che si dimostra quanto mai attivo per trovarmi un tavolo velocemente.

Nell’attesa vedo uscire dalla cucina portate molto intriganti e curate nell’aspetto (su tutte un magnifico polpo con patate), tanto e vero che decido di non prendere la pizza e di ordinare qualcosa dal menù del ristorante.

Infatti mi faccio portare un “fantasia di gnocchi con code di scampi ed asparagi” molto saporita ed abbondante. Il tempo di attesa è più che accettabile, mentre il servizio è semplice (siamo ovviamente in una pizzeria) ma sicuramente garbato.

Nulla posso dire sulla pizza, ma il fatto di aver notato che molti avventori sembravano essere dei clienti abituali mi porta a pensare che anche in questo campo sia tutto ok.

In definitiva un locale positivo da consigliare a chi non cerca “fronzoli” ma vuole concedersi qualche piccola divagazione dal solito locale. Prezzo congruo al tipo di locale ed al cibo ordinato.

Diego Costantini

 

 





CREMINATI – Brescia

16 02 2009

 Via della Valle, 10 – 25128 Brescia Tel. 030 301306

img_88061Dovevamo fare il punto della situazione. Il gruppo di DGM decide di indire una riunione, la location la sceglie Diego Costantini: il Ristorante Creminati. Ne avevo sentito parlare ma non l’avevo mai frequentato: gran brutta cosa l’ignoranza.Arrivo con Biagio e Diego C. . La prima impressione è quella di una gastronomia, poi vedo il varco che introduce nell’enoteca – sala ristorante. “Che te lo dico a fare”, che spettacolo! Non riesco a staccare gli occhi dalle etichette che mi circondano: Nazionali, Internazionazionali, Champagne, Distillati …
E’ pieno di produttori con predilezione per la qualià. Mi viene l’immediata fantasia di essere dimenticato un Week End dentro la sala, e mio malgrado, solo per sopravvivere, essere costretto ad aprire e assaporare tutte le bottiglie.
Torniamo alla realtà. Ci sediamo. Arriva Creminati, assomiglia un po’ al Nonno di Heidì, un personaggio ruvido con una spiccata personalità. La scelta delle portate è stata più un dialogo che un semplice ordinazione. Un dialogo che ha portato ad un menù ragionato su cosa ci aspettavamo dalla serata. Non mi dilungo sulle singole portate, anche se non tutto ha coinciso con il mio personale gusto, in genere buono con una qualità elevata della materia prima. Aggiungo che è stato molto piacevole, abbiamo sperimentato accostamenti e fatto considerazioni confrontando le nostre singolarità. Ottimo il carrello dei formaggi: notevole la scelta è ottima la qualità: uno su tutti lo Stilton. Finito di mangiare ci perdiamo a chiacchierare, arriva Creminati, si unisce alla discussione focalizzando l’attenzione; si parte con valutazioni, ricordi e progetti (di questi ne parleremo in un’altra sezione). Senza accorgercene siamo arrivati alla mezzanotte. E’ ora di tornare in tana. Il tempo è volato. Il punto della situazione, tema della serata, l’abbiamo solo sfiorato. Ho trovato la cena estremamente piacevole, il ristorante un posto dove sperimentare e farsi guidare dall’esperienza e personalità del titolare. Il prezzo 50€, per un pranzo completo costellato da diversi assaggi di vino, adeguato. Non vedo l’ora di tornarci.

Roberto Magini





BUCA DI RIPETTA – Roma

5 02 2009

Via Ripetta 36, Roma, Tel. 06.321.93.91

bucadiripettaIn occasione del mio viaggio ludico a Roma ho chiesto ai miei amici di zingarate consigli su dove andare a mangiare, mi sono stati fatti diversi nomi. La voglia era quella di provare ristoranti stile “vecchia roma”.
Uno di questi sembrerebbe la “Buca di Ripetta”. Lo tengo come chicca fine viaggio. Si trova in una via molto particolare: infatti  in questa via i numeri non sono pari da una parte e dispari dall’altra, ma proseguono tranquillamente uno dopo l’altro  sul lato della via per poi tornare indietro … lo so che non mi sono spiegato bene ma vi basti sapere che di fronte al numero civico 35 c’è il numero 231 … più chiaro! No? Beh andateci poi mi direte!
Comunque la troviamo! Non è così popolare come me l’avevano descritto, anzi abbastanza attuale.
Entro e la prima cosa che noto sono le pareti tutte tempestate di bottiglie di vino. Sono le 12.45 il locale è vuoto. Circa una quarantina di posti, gli uni troppo vicini agli altri. Nonostante il deserto un ragazzo giovane con bandana tipo chef d’avanguardia ci indirizza in un tavolo da due posti secco sacrificato in mezzo ad altri due tavoli da quattro… bho …. non ho capito forse sperava in frotte di avventori dell’ultimo minuto. Come al solto indago un po’, il cameriere si affretta a dirmi che il locale è frequentato da “persone della CONFCOMMERCIO, da Beppegrillo, gente così…” sono perplesso: non trovo attinenza.  Leggo il menù, simpatico, cucina tradizionale con punte fusion. Chiedo un “…antipasto ed un risotto … no, il risotto non lo facciamo, allora una carbonara, mia moglie della cicoria saltata in padella, … no, la cicoria è finita! Delle puntarelle? Non le consiglio, non è più stagione: sono verdi. Non importa le prendo lo stesso. Mi spiace ma forse sono finite … Tagliamo la testa al toro (tranquilli: non è sul menù)  prende delle penne all’arrabbiata.
Una bottiglia di vino è troppa, lo servite al bicchiere? Certamente! Allora un bicchiere di Shiraz. Vedo cosa ho di aperto, non penso dello Shiraz. Per mia moglie del bianco sempre al bicchiere
.”
Il cameriere bandanato torna con due bottiglie agli sgoccioli, per mia moglie del Bianco … non si sa … per me del rosso … non si sa pure a me. Guardo le bottiglie che adornano la parete e mi viene un po’ di nostalgia. Assaggio il mio calice sembra Sangiovese, ma tenuto male. Provo anche il bianco, questo sembra un Trebbiano ma di una bottiglia del giorno prima dimenticata aperta.
Arriva l’antipasto, ben presentato, un piatto con quattro tipologie: carciofi e grana, sformatino -ino -ino di funghi (buono), fiore di zucca (buono), panatina di carne? Poi arriva a me la carbonara e a mia moglie l’arrabbiata.
La carbonara fatta col guanciale, molto buono il guanciale, ma la composizione risulta eccessivamente salata. Assaggio l’arrabbiata: poco arrabbiata! Anzi troppo poco arrabbiata, il cuoco doveva osare di più per un piatto che porta questo nome. Caffè e fine.
Lato positivo, quando vado a pagare la ragazza è molto carina. Il conto 26€ a capoccia (non dimenticate che siamo a Roma). Sommando tutto non ne è valsa la pena. Le materie prima è sicuramente di qualità, ma il posto, la composizione, il bere, non mi sono piaciuti. Forse perché non sono della CONFCOMMERCIO.
Esperienza deludente, girato l’angolo vedo un ristorante più rustico ma con molta più gente … mi vien voglia di entrarci, immediatamente desisto: mia moglie non me l’avrebbe permesso!

digustomangiando di gusto mangiando Roberto Magini





CASCINA ABATE – Alba (CN)

3 02 2009

Agriturismo “Cascina Abate” – ALBA- Frazione Musotto, 37 -  Località Castelrotto (strada per Guarene) . Tel 0173.366879

cascine-abateAlba è una piacevolissima cittadina da visitare, girare per le numerose enoteche, guardare le vetrine con la costante tentazione di assaggiare tutta l’offerta esposta, peccato per la temperatura:

-3C°!!!!!!

 Comunque la meta è l’agriturismo “Cascina Abate”, non ci sono mai stato ma mi è stato vivamente consigliato.
Il ristorante ha una piacevolissima ed accogliente sala con il camino acceso che contribuisce a fare atmosfera, i posti ben distanziati sono molto comodi. Questo è quel tipo di locali dove non si ordina alla carta ma le pietanze escono a sorpresa dalla cucina e si prende tutto quello che piace. Le portate sono tantissime e, se gradite, abbondantemente riproposte. Non faccio un tedioso elenco di quello che ho mangiato ma segnalo un’ottimo lardo, una succulenta carne cruda all’albese, dei tajarin al ragù sui generis: il sugo è stato reinterpretato con molto rosmarino, i puristi storcerebbero il naso.
Il servizio familiare cortese non eccede, si dimostra sempre disponibile ad accontentare l’ospite, ho notato un certo orgoglio quando le portate vengono apprezzate.
I vini provengono dalla zona del cuneese: barbera, nebbiolo, roero, ecc. . Io ho preso del  Roero (Morra Stefanino) … che te lo dico a fare … degno compagno di un ottimo pranzo. Pere fatte lentamente appassire nel vino e grappe chiudono le danze. Ho mangiato bene, la qualità delle materie prime è molto alta, la preparazione buona: tutto equilibrato ma non scontato. La spesa 35€ vino compreso. Il prezzo al di sotto della media dimostra che si può mangiare bene a prezzi accessibili.
Visto la tipologia di proposta è un locale da frequentare una volta ogni tanto, quando si ha voglia di farsi un bel regalo. In considerazione della conduzione familiare consiglio di prenotare almeno con un giorno di anticipo.

digustomangiando di gusto mangiandoRoberto Magini





LA CIVETTA – Lonato (BS)

2 02 2009

Agriturismo Azienda agricola “LA CIVETTA” – Lonato del Garda – (BS)
via Civetta 2/A tel. 0309103503

la-civetta2

 Se amate la carne allora questo è il vostro posto perché tra filetti, controfiletti, tagliate, costate, il tutto sia di manzo che di cavallo, d’asino o d’angus e Fiorentine c’è solo l’imbarazzo della scelta. Locale, gestito a livello familiare, che conosco da tempo ed ogni volta che ritorno mi chiedo perché non vengo più spesso dato che ogni volta ne rimango piacevolmente impressionato. La struttura dell’agriturismo è molto curata ed il ristorante è improntato sulla preparazione di alimenti di loro produzione (pane, pasta, carne, salumi vari, verdure, marmellate e vino) ed adatto a chi predilige la cucina a base di carne cotta al momento su pietra serpentino (scaldata riesce a mantenere la temperatura alta per molto tempo). Nonostante non sia molto grande (circa un cinquantina di coperti) si trova sempre posto per accomodarsi e all’ingresso c’è anche un portico chiuso e riscaldato adibito a sala. Gli affettati di antipasto vengono tagliati al momento per mantenere l’aroma e la freschezza, i primi piatti sono fatti con pasta fatta in casa (anche i canederli perché la signora è di origini trentine ) mentre per i secondi… meriterebbero tutti di essere assaggiati. I contorni sono le verdure della loro campagna, mentre per i dessert c’è una bella scelta. La lista dei vini non è sicuramente il loro cavallo di battaglia, ma si distinguono per un merlot prodotto da loro e fatto affinare in barrique mentre sulla carta troviamo bianco Lugana e rosso Garda Bresciano di aziende vitivinicole dislocate nei loro dintorni oltre a vini rossi dell’Oltrepo Pavese. Il consiglio è di prenotare specialmente se si è in più di due ed il prezzo a 30-40€ per il pasto completo direi che è corretto. 

Contributor: Stefano Geromel





OSTERIA DELL’ANGELO – Gussago (BS)

28 01 2009

 

logo1Pranzare a Natale al ristorante, oltre che apparire poco in sintonia con la tradizione che ci vuole tutti riuniti a casa davanti al focolare, spesso porta a mangiare poco e male. Ma tant’è, varie vicissitudini quest’anno mi impediscono il convivio familiare e mi costringono a cercare un luogo il più possibile in grado di limitare i danni. La ricerca, tra l’altro, e’ vieppiù limitata dal fatto che il luogo in questione deve assolutamente essere in grado di sfamare un celiaco (mio figlio).
La scelta cade sull’Osteria dell’Angelo di Gussago, luogo da me visitato anni fa con consorte con risultati discreti e nulla più.
La prima buona notizia è la cortesia del responsabile che, oltre a confermarmi la disponibilità a creare un menu’ senza glutine, mi spedisce via fax copia dello stesso (8 portate piu’ dessert, vino e caffe’ per47 €). E cosi’ prenoto.
Il giorno previsto arriviamo puntuali e puntualmente troviamo il nostro tavolo pronto e la sala piena. Da vari dettagli capisco che la gestione è cambiata: decorazioni natalizie belle e non invasive, angolo del sommelier con carta dei vini (in evoluzione) disponibile da sfogliare con calma nelle pause tra le portate, piccole attenzioni riservate a mio figlio per il suo piccolo problema, ecc
La cucina e’ di tipo tradizionale con qualche azzardo riuscito e qualche concessione alla moda; ben realizzati gli antipasti (ben 5 portate), ottimi i primi (crespelle ed un risotto alle nocciole veramente ben cucinato), tranquilli i secondi a base di carne. Sorvolo sul dessert per dedicare le ultime attenzioni al servizio (veloce ma non troppo, insomma giusto!) ed al vino (bollicine per l’ antipasto, un terre rosso più che bevibile per il pasto ed un moscato d’Asti per il dolce) per chiudere scoprendo che e’ possibile anche consumare al bicchiere (bonus direbbe il Gambero Rosso).
La conferma della bontà del posto me la da’, inconsciamente, mio padre: “qui si mangia veramente bene” (detto da lui, critico al massimo, vale un altro bonus).
Se questo è stato un caso od è la norma non lo so, certo è che se non provi non sai……
Osteria dell’Angelo - 25064 Località Navezze – Gussago
Via Fontana ,25 - 030. 2770139 - 333.7307996
Diego Costantini




LE GRIGLIE – Chiavari (GE)

22 01 2009

griglie2  Per lavoro mi trovavo a Chiavari, 3 settimane, perchè sprecare questa opportunità. Tempo di trovare altre degne spalle ed è partita la caccia grossa ai ristoranti. Ne ho girati una decina ma solo due che ne valesse la pena parlarne. Uno e “le griglie”.
Recente, aperto nell’estate del 2008 da Turriano Eraldo. Come si capisce dal nome (del locale, non del proprietario!) la specialità è l’uso voyeristico della griglia esposta in bella mostra sullo sfondo. Il menù si ispira alla tradizione ligure e piatti nazionali. Focaccia e pizza come assaggi aprono le danze. Abbiamo preso una grande grigliata mista e, il piatto che mi ha fatto emozionare fino alle lacrime (sono un sensibile), la vera milanese -alias-  orecchie di elefante. Magnifica, grande, giustamente alta, cotta quanto deve, guardarla nel piatto è stato un piacere, mangiarla …. “…che te lo dico a fare!”. La lista dei vini dimostra una certa volontà nel distinguersi. Abbiamo preso un Negramaro, non rammento l’etichetta, non il massimo come abbinamento ma  molto buono. Il servizio normale ed il proprietario affabile.
Una chicca difficile da trovare in un ristorante:  caffè ottimo!
Pagato 40€, prezzo oggi considerato normale. La serata si è conclusa degnamente dietro un buon bicchiere di rum Zacapa 23 anni bevuto in uno dei locali del lungomare.

Al ristorante ci sono ritornato, questa volta a pranzo. La dimensione è quella dei pranzi di lavoro. Nonostante  l’offerta fosse indirizzata ad un target più economico ho mangiato un buon risotto con la salsiccia ed un apprezzabile rombo con patate per una spesa di 20€.

Locale da tenere sotto “osservazione” per vedere come si sviluppa nel tempo, in questo momento lo consiglio.

Le Griglie – Piazza Milano 2, 0185-370881

digustomangiando di gusto mangiando Roberto Magini





ROSSOPOMODORO presso la FRECCIA ROSSA – Brescia

20 01 2009

rossopomodoro1Quando è stato innagurato il Centro Commerciale Freccia Rossa a Brescia e ho scoperto che un’area era destinata all’apertura di un ristorante della catena “Rossopomodoro” ero quasi entusiasta, non vedevo l’ora.
Conoscevo già questa realtà perchè in quel di Milano, in Via Molino delle Armi, mi sono trovato più volte bene.
Poi finalmente è arrivato il giorno. Il ristorante è aperto da un mesetto;  insieme a due coppie di fidati amici, prenotando, ci andiamo.
Mi hanno riservato il tavolo richiesto, quello circolare, in maniera da poterci guardare in faccia alla maniera di Re Artù versione democratica.
Ordiniamo cose più o meno diverse: antipasti, primi e pizze.
Vietato errare: se per caso  ti rivolgi al cameriere sbagliato questo sembrerà ascoltare le tue richieste con aria interessata, ma non otterrai soddisfazione.
Arrivano gli Antipasti … niente a che vedere con quelli che mi aspettavo ed a cui ero abituato. Questi sembrano più gli avanzi del Cenone di Capodanno, guardo in faccia i miei amici sentendomi in colpa: sono stato io ad insistere per venire in questo ristorante decantandone le potenziali doti, anche le loro facce sono sintonizzate sul canale “delusione”.
Arriva la Pizza: alta all’esterno, condita alla maniera napoletana e pietosamente cruda al centro. I primi freddi, si vede che hanno atteso 5′ di troppo prima di essere serviti.  Altra rivista ai volti dei commensali ed altra certezza: la nuova delusione è condivisa.
Puntiamo tutto sulla conversazione per la riuscita della serata. Ordiniamo i caffè ma facciamo l’errore di rivolgerci per ben due volte ai camerieri sbagliati, al terzo cameriere otteniamo i caffè ma non la grappa, finalmente, riuscendo ad individuare quello che sembra il Caposala, dopo mezz’ora dai caffè, riusciamo ad ottenere i distillati e gli amari.
Paghiamo, circa 35€ a testa, il Caposala mi rivolge la domanda di rito: ”tutto bene?“. Gli rispondo un Fantozziano “Certamente” ma volutamente non coglie la vena sarcastica.

Esperienza pessima, lontanissima da quella che sul loro sito è declamata come missione:
 “deliziare i palati in modo genuino e sano ad un prezzo accessibile a tutti

Anche se il prezzo, sforzandosi, lo si può considerare accessibile, sicuramente lo trovo esagerato rispetto alla proposta.
 Il servizio è stato semplicemente svogliato e caotico, lontano dalle aspettative su di un locale aperto da meno di un mese.
Gli lascio il beneficio del dubbio, in primavera ci farò un’altra capatina, questa volta solo con mia moglie, per vedere se questi sono da considerare errori di gioventù.

digustomangiando di gusto mangiando Roberto Magini